Gli Attori ed i Film Doppiati

Tutti gli attori ed i film doppiati da Claudio Sorrentino.
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I Film di Animazione e per la TV

I Film d'Animazione, i Film per la TV e le Serie televisive alle quali ha contribuito Claudio Sorrentino.

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Le Direzioni del Doppiaggio

I film che hanno avuto Claudio Sorrentino come direttore del doppiaggio.

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La Storia del Doppiaggio

Negli anni ‘20 uno dei mercati più ricettivi in campo cinematografico era quello italiano.

In Italia un primo problema fu costituito dalla traduzione e dall’adattamento del testo che doveva poi aderire al modo di parlare degli attori, per non togliere l’illusione che a parlare fossero gli attori stessi.

Ci si rivolse dunque ad attori che già vivevano a Hollywood, ma che parlavano una lingua lontana dall’italiano corrente (basti pensare che proprio tale pronuncia ha suggerito ad Alberto Sordi il modello per la caratterizzazione del personaggio di Ollio).

Il regime fascista impedì che si rischiasse un’ imposizione delle lingue straniere in Italia: perciò fu negata la proiezione di film parlati in lingua estera.

Un rimedio a ciò fu quello di rendere muti i film sonori interrompendo le scene con lunghe didascalie, visto anche che poche erano le sale attrezzate per il sonoro; fino al 1930 si tirò avanti proponendo la proiezione di film muti.

Nel 1932 fu inventato il doppiaggio e le major hollywoodiane iniziano a doppiare i loro film prima di esportarli; il risultato comunque era inaccettabile in quanto l’inflessione straniera era troppo marcata.

Qualche mese dopo in Italia vennero emanate delle leggi che imposero il doppiaggio dei film nella nazione in cui la versione doveva essere distribuita.

Gli studi di doppiaggio acquisirono ben presto uno stadio di maturità professionale, anche perché vennero utilizzati validi attori fino ad allora dediti al teatro.

Comincia così il periodo d’oro del doppiaggio italiano, che ebbe però termine con l’imposizione da parte del governo fascista di una tassa sul doppiaggio che portò le Case americane a sospendere le importazioni a partire dal 31 dicembre 1938.

L’8 settembre 1943 caddero le barriere nei confronti dei film americani, ma in attesa che si ricostituissero in Italia gli studi di doppiaggio, i doppiati vennero nuovamente prodotti negli Stati Uniti per alcuni mesi.

Quasi tutti i doppiaggi degli anni ‘30 furono rieffettuati dopo la guerra, ma i doppiatori non erano più di un centinaio e il lavoro da svolgere era molto ed elitario, anche se ben remunerato. Le major inoltre volevano che tutto ciò avvenisse in maniera non affrettata a vantaggio della qualità.

La cultura del doppiaggio, diffusasi in Italia per ragioni non solo politiche ma anche sociali, era talmente radicata che anche i film italiani vennero doppiati.

Ciò era una consuetudine impensabile negli altri paesi, ma che in Italia verrà impedita solo a partire degli anni ’60, con grande disagio per quei registi (come i neorealisti) che facevano pronunciare ai loro attori, spesso non professionisti, numeri e frasi casuali per poi occuparsi della parte sonora solo durante la fase di doppiaggio.

A partire dagli anni ’80 il mestiere di attore-doppiatore è stato interessato da una sostanziale evoluzione grazie al vertiginoso aumento del numero degli studi di doppiaggio e alle innumerevoli innovazioni tecniche.

Negli ultimi anni, ai doppiatori professionisti se ne sono aggiunti di improvvisati, disposti a farsi pagare di meno dai committenti che spesso hanno necessità di trasmettere il prodotto finito entro breve tempo, anche se a scapito della qualità: ora il mercato richiede un prodotto valido, con il minor costo, al minor tempo.